Chi Sono
Utente: TheWarrior
Sono troppo lunatico, fottutamente lunatico. Qualcuno sostiene che io abbia molteplici personalità, una specie di Dr. Jekyll e Mr. Hyde moltiplicato per quattro. Studi psichiatrici a parte, sono emotivo, istintivo (troppo a volte), poco avvezzo alle dimostrazioni d'affetto (dicono così in giro...), sensibile (anche se faccio di tutto per dimostrare il contrario), testardo, di umore troppo spesso altalenante (eh...fottutamente lunatico).

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martedì, 25 marzo 2008
Mi nascondo dietro un sorriso finto, tengo gli occhi bassi. Non voglio incrociare lo sguardo di qualcun'altro, non voglio più essere giudicato, non voglio che gli altri mi vedano, non voglio che vedano lo stato reale delle cose. 

E preferisco soffrire in silenzio, piangere da solo, asciugare in fretta le lacrime che qualcun'altro potrebbe rubarmi.
E non riesco a togliermi di dosso questo pesante velo di tristezza che non mi fa respirare.
E non riesco a mandare via i cattivi pensieri che mi affollano la testa mentre i miei occhi vedono solo nero.

Vorrei vorrei vorrei.
Milioni di vorrei schiacciati dal peso del mondo. Milioni di vorrei che stritolano e mordono e strangolano e non mi lasciano altra alternativa che annaspare in cerca di ossigeno. E tutto diventa pesante, diventa una coltre di polvere che non lascia respirare.

Nessuno se ne accorge, ma io sto per affogare.
Scritto da: TheWarrior alle ore 16:38 | link | commenti (3) | categoria: delusione, amarezza, blinding lights
venerdì, 07 marzo 2008
Goldfish
Non sarà una tragedia. Lo ammetto, all'inizio ci stavo male davvero. Ma io sono così, troppo emotivo. E quindi non meravigliamoci più di tanto se all'inizio le prendo d'intestino le cose e finisco sempre schienato a terra.

Ok ok... Un anno fa eravamo pappa&ciccia, culo&camicia, cacio&maccheroni, starsky&hutch (spero si scriva così). Come essere fratelli. E di te mi fidavo, più di chiunque altro. E con te ho condiviso tanto, direi un buon 98% della mia vita.

Ma poi la vita prende strade diverse, si evolve in maniera diversa e niente resta uguale. Anche le cose su cui scommetteresti che non cambierebbero mai, ahimè e ahinoi, cambieranno. Tutto scorre e niente resta uguale. Ahimè, ahinoi. E pian piano ci si allontana, come se ci fosse qualcosa di fisiologico in questo movimento divergente di due vite che fino ad oggi (mm...fino a qualche mese fa in effetti) scorrevano parallele, si sovrapponevano anche.

Il primo impatto è come scoprire la propria donna a letto con un altro: ti cascano le palle a terra e la lama del dolore misto a rabbia ti trapassa più volte il petto. Si passano giorni a pensare a quella donna che ti aveva fatto vivere momenti d'oro, emozioni uniche, e ti chiedi perchè ti abbia tradito, perchè abbia cercato conforto in qualcun'altro quando invece tu c'eri sempre stato.

Poi il dolore misto a rabbia si annacqua, scolorisce, si illanguidisce e diventa una sorta di malinconia. Perchè tu ci hai provato a riconquistarla, le hai mandato fiori, le hai chiesto scusa per crimini mai commessi, hai speso fiumi di parole e di super attack per rimettere assieme i cocci, senza il suo aiuto.
Ma alla fine lei se ne è andata e non puoi farci niente. E ti rimane addosso malinconia, un briciolo di amarezza, per quelle foto in cui eravate felici, per quei video in cui non facevate altro che ridere.

Ecco: la donna è una metafora, in effetti qui si parla di un amico, e il rapporto è quello di amicizia, non un rapporto sessuale come voi menti contorte, subdole e perverse starete pensando.
Ma ritengo che la metafora della donna renda meglio l'idea.


On air: Michael Andrews - Goldfish
Scritto da: TheWarrior alle ore 22:15 | link | commenti (6) | categoria: amarezza, pensieri a ruota libera
mercoledì, 05 marzo 2008
Untitled
Odio il mio carattere del cazzo. E forse per colpa sua sto perdendo qualcosa che ha reso gli ultimi tre mesi unici. E oggi è proprio un giorno del cazzo. La primavera, che timidamente si era affacciata nei giorni scorsi, oggi sembra già un ricordo.
Ho vissuto questi tre mesi con la consapevolezza che prima o poi sarebbe finita, con la consapevolezza che in effetti un futuro non ci sarebbe stato. Ho cercato di prepararmi alla mazzata, ma in effetti non si è mai preparati quando il colpo arriva.
Adesso mi sento svuotato di tutto, uno stupido involucro vuoto e solo.
Scritto da: TheWarrior alle ore 14:58 | link | commenti | categoria: giorni grigi
martedì, 04 marzo 2008
10 minuti di delirio,
Deliro. Stasera deliro. Sono geloso (ho scoperto l'acqua calda). Do pugni sul muro per evitare di darli sulla faccia di qualcuno. La pelle si stira sulle nocche dei miei pugni. Cazzo. Odio doverlo ammettere, ma sono geloso. E non va bene. Perchè la gelosia mi fa scattare in mente qualcosa che non mi piace. Una specie di follia omicida. Mi si accende una fiamma pericolosa. Io voglio fare del male a qualcuno stanotte. Io ho bisogno di fare male a qualcuno per non farne a me stesso. E' necessità, c'è poco da fare. Lo devo fare per necessità. Ho bisogno di farlo. Voglio distruggere, preferibilmente qualcosa che respiri e si muova. Esseri umani intendo. Ho bisogno di scatenare gli istinti di cui sono preda per non diventarne vittima.
Scritto da: TheWarrior alle ore 23:48 | link | commenti (1) | categoria: delirius, im a fool
lunedì, 18 febbraio 2008
Bilancio Parziale
Non aggiorno il blog da un bel pò. Una personalità virtuale a dir poco evanescente, lo ammetto. Quasi un mese di silenzio. Cazzo.
"Devo aggiornare il diario di tutte le sconfitte" cantano gli Amari in Bolognina Revolution. Beh, per adesso niente sconfitte fortunatamente. C'è stata solo la sessione invernale di esami. La mia prima sessione di esami. Adesso che è finita (questa sessione eh...) posso tracciare un breve bilancio del primo semestre di università.

A ottobre (il 10 per la precisione) mi sono trovato catapultato nel mondo universitario. Facoltà di Lettere. Dopo un'estate passata a non fare caso alle facce di quelli che mi chiedevano che facoltà avessi scelto e che, non appena udivano le parole   L-E-T-T-E-R-E    M-O-D-E-R-N-E, assumevano espressioni a metà tra lo stupefatto e lo schifato, come se avessi bestemmiato, iniziano le lezioni. Mi ritrovo in um mondo che prima avevo potuto solo immaginare, e devo dire che non è affatto male. Purtroppo, causa passioni malsane e desideri che cozzano costantemente contro il nono comandamento (ovvero non desiderare la donna d'altri, a cui però fai uno strano effetto...), non mi godo pienamente il momento e a volte il mio umore è pessimo e si sospetta che sia affetto da personalità multiple (scherzo eh...). Tutto questo bel casino dura  fino ai primissimi giorni di dicembre. E qualcosa cambia. Le cose iniziano ad accelerare e non mi accorgo nemmeno di aver passato un confine, di aver attraversato una linea immaginaria, di averlo già compiuto quel passo. Mi ritrovo coinvolto in qualcosa che non avevo mai nemmeno immaginato, e i mesi che sarebbero dovuti essere i più duri (gennaio-febbraio causa esami) diventano i più emozionanti, quelli che non mi aspetto.

E si arriva ad oggi. Tre materie date: Filologia Romanza=30 e lode, Linguistica Italiana=30 e, dulcis in fundo, la più temuta, quella per cui avrei venduto  l'anima e fatto voti assurdi (tipo andare a piedi da qui a Santiago de Compostela) Storia Moderna=26.
Direi proprio che non posso lamentarmi.

(mi riprometto d'ora in poi di aggiornare più spesso)
Scritto da: TheWarrior alle ore 16:01 | link | commenti (1) | categoria: warm days
martedì, 29 gennaio 2008
Stuck in a Moment
Dalla finestra entra solo uno spicchio di luce fioca. Oggi il sole è pallido e non riscalda nulla. Non fa luce su niente di nuovo con quei raggi troppo freddi.
Mi sono scivolate addosso tante cose in questi giorni. Un onda di delusione mista a rabbia mi ha travolto nei giorni scorsi, si è infranta potente su di me e ci è mancato poco che mi travolgesse.
E adesso? Questa domanda banale fatta solo di due parole a volte mi terrorizza a volte mi fa sorridere. E adesso. Adesso sento addosso solo l'indifferenza, la sento come una seconda pelle. Adesso la ferita c'è ancora e puoi ficcarci dentro le dita come ha fatto San Tommaso se vuoi. Adesso il mio sguardo è distaccato e il pensiero che tutto sia passeggero mi martella il cervello. Adesso (anzi è da un bel pò in effetti...) giudico con la mia testa, mi lascio guidare dai sensi nel giudizio, mi fido di quello che sento, di quello che vedo, di quello che le mie mani esplorano, degli odori del mondo, e lascio fuori le parole degli altri, mi bastano i fatti, non mi fido più delle labbra che sussurrano parole di spine a orecchie troppo inconsapevoli di persone che hanno barattato la loro personalità con una dose massiccia di inconsapevolezza e ignoranza.
Voglio godermi questi giorni finchè ci saranno, voglio godermi i baci le carezze la mani che si cercano impazienti in una stanza illuminata solo da una candela. Voglio godermele e basta, voglio chiudermi di nuovo in quella stanza e lasciare per due ore i problemi fuori dalla porta, gli esami di questa sessione invernale, ogni singolo cattivo pensiero, ogni singola cattiveria detta da qualcun'altro. Io e lei in quella stanza e il resto del mondo fuori.
Voglio aspettarla così la primavera, lasciandomi cullare in questo momento che vorrei cristallizzare per poterlo ricordare quando tutto finirà, per preservarlo dalla corruzione del tempo, per tenerlo lontano dal mondo che lo logorerebbe e finirebbe per renderlo banale e grigio.

"You've got stuck in a moment. And now you can't get out of it"
Scritto da: TheWarrior alle ore 14:45 | link | commenti (5) | categoria: pensieri a ruota libera, warm days
giovedì, 24 gennaio 2008
Veleno
Le coltellate di chi mi è stato accanto per cinque anni fanno un male cane. Ho provato freddo in tutto il corpo e le mie dita gelide cercavano un appiglio, qualcosa a cui aggrapparsi per non cadere, per non scivolare giù.
Cercare spiegazioni sarebbe inutile e comporterebbe un'altra dose di veleno che non reggerei.
Sento l'ombra della sconfitta su di me. Non voglio aprire gli occhi per guardare le rovine di un'amicizia, di quella che consideravo più di un'amicizia. Lo so che domani mi sveglierò con un terribile senso di vuoto, che barcollerò scendendo le scale del mio letto a castello, che con gli occhi ancora pieni di sonno andrò alla finestra a cercare il sole, e spererò solo che ieri non sia mai esistito, che certe cose non le ha dette lui, che è stato solo un brutto incubo. Speranze vane. Sentirò solo il senso di vuoto che odio tanto e che mi fa stare di merda. Sentirò che un pezzo di me è andato via. Sentirò le ultime gocce di veleno stillare dalle mie vene. Sentirò un sapore amaro in bocca.

E mi sentirò un pò più solo.

Le persone cambiano. Me lo ripeto da oggi pomeriggio. Le persone cambiano, in peggio o in meglio dipende solo dai punti di vista.
Forse pretendo troppo dagli altri. Pretendo che siano leali, che si comportino correttamente come cerco di fare io. E invece no. Le delusioni sono dietro l'angolo.

E dopo cinque anni è come se non ti riconoscessi. I tuoi occhi adesso mi giudicano, sono troppo severi, e sembra che ti sia dimenticato i miei (svariati) difetti e i miei pregi (che si contano sulle dita di una mano). Mi hai chiamato violento. Violento. Mi hai giudicato senza ascoltare le mie parole, hai emesso una sentenza senza ascoltare la difesa. Violento.

E adesso? Adesso io esco fuori dal gruppo. Non mi omologo come hai fatto tu. Mi accomodo fuori senza fare rumore. Senza sbattere la porta. Non azzero la mia personalità per fare contento qualcuno, non abbasso la testa e non mi faccio dare del coglione da persone arroganti. Sarò violento come dici tu, ma non mi faccio mettere i piedi in testa. Hai preferito omologarti, hai preferito chinare il capo e dire sì a chi non si cura di quello che pensi, di quello che provi. Hai preferito entrare a far parte di una compagnia di burattini in mano a un bambino arrogante. Hai dimenticato cinque anni. Cinque anni. Hai dimenticato chi ti è stato accanto sempre, chi ha raccolto i cocci e ti ha aiutato a rimetterli insieme, chi ha gioito delle tue vittorie, chi ha asciugato le tue lacrime, chi ti ha sorretto quando le forze venivano meno, chi ti ha teso una mano quando eri a terra, chi non ha mai giudicato ma ti è stato vicino senza dire una parola.

Hai dimenticato.

Hai lasciato che il veleno ti scorresse nelle vene e ti nutrisse. Ed evidentemente quel veleno adesso fa parte di te. Si nutre di silenzi che covano rancore e di maschere da mettere in pubblico.

Io esco dal gruppo. Non ho più nessun motivo per restare. Non mi hai protetto da sguardi carichi di rancore tu che più di tutti mi conosci.

Scritto da: TheWarrior alle ore 23:09 | link | commenti (3) | categoria: delusione, amarezza, giorni grigi